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Risparmio Gestito


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Pensare al proprio futuro e reperire i migliori strumenti di risparmio gestito approntati al risparmiatore è un’ottima strategia remunerativa che deve essere valutata ad hoc in base al diverso grado di rischio/rendimento.

 

Ma che cos’è il risparmio gestito e quali strumenti comprende?

Consulenti finanziari, banche ed intermediari specializzati nella gestione del risparmio sono sempre più propensi ad offrire alla clientela una gamma completa e variegata di strumenti che compongono il risparmio gestito tra cui gli ETF, fondi comuni di investimento e SICaV.

Questo tipo di risparmio gestito che può essere considerato la prima vera forma d’investimento finanziaria democratica tramite cui l’investitore-risparmiatore ha davvero l’opportunità di costruire il proprio portafoglio di asset con investimenti ben diversificati senza alcun rischio se non quello sistematico ed ottenere un rendimento adeguato in proporzione al capitale investito e alla sua propensione al rischio.

 

 

 

Gli strumenti che il risparmio gestito comprende sono comunque interamente raggruppabili nelle seguenti categorie:

 

ETF

Fondi comuni di investimento

SICaV

Gestioni patrimoniali

Polizze assicurative nel ramo vita e multiramo

Fondi pensione

 

 

ETF
Gli ETF, acronimo di Exchange Traded Funds, sono da considerarsi come fondi d’investimento o un paniere di asset che consente di ottenere il rendimento di un segmento di mercato.

Gli ETF sono negoziati in Borsa e caratterizzati da una gestione passiva che permette al soggetto investitore di diversificare quanto più il portafoglio di investimenti, riducendo i costi di gestione dato che il cliente non deve pagare alcuna fee di “entrata”, “uscita” o di “performance”, se non quelle applicate dall’intermediario a cui conferisce il mandato.

 

Fondi comuni
Altri strumenti che il risparmio gestito comprende sono i Fondi comuni di investimento che consentono all’investitore di costruire uno strumento del tutto simile ad un ETF a seconda della natura (azionari, obbligazionari e di altri strumenti finanziari), della area geografica, del settore o del grado o della qualità rischio che il cliente si vuole assumere.
Ogni soggetto partecipante ed aderente ha la possibilità di ottenere un numero di quote proporzionale rispetto all’investimento scelto all’interno del fondo stesso.
In buona sostanza, con i Fondi comuni di investimento, il risparmiatore può diversificare l’investimento e azzerare il rischio specifico. Inoltre la gestione attiva del fondo tende non solo a replicare un benchmark ma  si impegna a sopraperformalo grazie agli studi di analisi del team che gestisce il fondo.

In buona sostanza, mentre un ETF è un mero replicatore, un fondo comune di investimento agisce attivamente, all'interno del mandato posto all'apertura del contratto dall'investitore, per migliorare le performance dello strumento stesso. A fronte di questo, ovviamente, il cliente potrebbe dover pagare un biglietto di ingresso o di uscita per l'adesione al fondo e, come per gli ETF, si vedrà applicate intrinsecamente le commissioni di gestione, mediamente un po' più elevate di quelle richieste dai replicatori di indici ( ben giustificate dall'enorme mole di lavoro del team a fronte del lavoro di "copia e incolla" di un ETF.

 

Le SICAV

Acronimo per Società di Investimento a CApitale Variabile, sono società per azioni aventi per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico di proprie azioni diversificate in comparti di diversa natura e qualità. Agiscono e si comportano, sia fiscalmente che normativamente come i fondi comuni di investimento. La vera unica differenza sostanziale è nella loro natura intrinseca di fondi comuni "esteri", normalmente soggetti al diritto lussemburghese.

 

 

Gestioni patrimoniali
A differenza dei fondi comuni di investimento dove la gestione del risparmio è collettiva, le Gestioni patrimoniali consentono al singolo soggetto investitore di fruire di un servizio di investimento "personalizzato" ove le somme liquide affluiscono in un conto corrente di gestione di pertinenza del sottoscrittore ed i valori mobiliari in portafoglio in un deposito titoli.

 

Polizze vita
Interessante prodotto di gestione del risparmio che sta sempre più trovando larghi consensi da parte dei risparmiatori sono le polizze del ramo vita che possono essere abbinate ai contratti di mutuo ipotecario o possono essere strumenti misti assicurativo-finanziari come le polizze Unit Linked, attraverso le quali il contraente va ad investire in fondi per una durata pari alla propria esistenza in vita.

 

Fondi pensione
I Fondi pensione sono uno strumento tecnico che consente ad un soggetto lavoratore di poter integrare la pensione obbligatoria con l’erogazione di una prestazione previdenziale complementare che consente di garantire la stabilità ed il tenore di vita durante l’età di pensionamento.
Dinanzi alla crisi del welfare italiano, i Fondi pensione stanno sempre più conoscendo un successo ed un’adesione maggiore da parte dei lavoratori italiani che decidono volontariamente e facoltativamente di iscriversi e versare i contributi necessari per maturare la prestazione pensionistica, forti dell'enorme vantaggio fiscale che lo Stato offre agli aderenti ( la deduzione dell'intera somma versata dall'imponibile Irpef fino alla somma di
5.164,57 euro in fase di dichiarazione dei redditi. in buona sostanza, una detrazione che va dal 27% al 48% della somma verata).

 

 

I limiti del risparmio gestito

Questi strumenti che sono compresi nel risparmio gestito ovviamente hanno anche dei limiti che sono rappresentati dall’applicazione di costi che vanno a remunerare l’intermediario a cui si conferisce il mandato di gestione dei propri risparmi.

Si tratta di oneri che vengono sottratti al capitale investito su base quotidiana, pari al 1/365ima parte delle commissioni di gestione indicate nel KIID e nel prospetto informativo e che sono già quindi compresi sia nel valore delle quote quotidiane sia nei rendimenti storici e prospettici degli strumenti. Inoltre, dato che il servizio di consulenza del consulente finanziario ha dei costi, essi sono chiaramente indicati ai risparmiatori sia in fase ante che post, secondo i dettami della MiFID 2.

 

Un altro limite è rappresentato dal conflitto di interessi degli intermediari e dalla logica di introitare commissioni ed accumulare risorse risparmiate dei clienti.
I consulenti finanziari potrebbe spingere ad investire sulla Sicav X piuttosto che sulla Sicav Y ( o sulla SGR K piutosto che sulla SGR W) non per effettivo maggior rendimento di una, ma perchè "meglio" pagato da essa. Ecco anche qui l'importanza di una corretta gestione col Consulente e della obbligatorietà dello stesso nell'evidenziare i Costi, sia nella proposta, che nella realizzazione che nella rendicontazione. Infine, qualora i prodotti offerti appartenessero al gruppo per cui il consulente è monomandatario, verrà evidenziato e ricordato al cliente del sorgere di un conflitto di interesse esplicito e che, pur conoscendo questa situazione, il cliente comprende, accetta, decide e attesta con la sua firma di voler proseguire in tale investimento.

Si deve essere sempre consapevoli di voler investire in un certo gruppo, o settore, o area geografica o qualità di titoli di concerto col Consuelente verificando con lui l'adeguatezza e la giusta propensione al rischio che andiamo ad assumere negli acquisti che verranno fatti ed avere sempre la possibilità di confrontare strumenti simili nella natura rapportandoli al loro costo/rendimento. Un utile suggerimento è quello di iniziare ad investire nel risparmio gestito diversificando al massimo tra i vari strumenti compresi, in modo tale da ottimizzare il rapporto rendimento/rischio del portafoglio.

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